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giovedì 7 gennaio 2010

NON ABBIATE PAURA…DELLA FRUTTA SECCA! di Sandra Berriolo


Passate le Feste, è il  momento di imparare a godervi la frutta secca! Se pensate che faccia ingrassare, avete ragione. Ma solo nel caso che sia consumata in abbondanza, nel giro di pochi giorni, in aggiunta ad altre quintalate di bontà natalizie. E comunque perché dare la colpa solo a questo cibo e non anche a tutto il resto? Perciò sdoganiamo l’ansia ed impariamo ad usare la frutta secca per la salute, in piccole quantità, e soprattutto durante tutto l’arco dell’anno. Intanto distinguiamo la frutta secca vera e propria (DATTERI, ALBICOCCHE, PRUGNE, PESCHE, UVETTA, FICHI, CASTAGNE) dai semi oleosi (NOCI, MANDORLE, NOCCIOLE, PINOLI, PISTACCHI, ARACHIDI, ANACARDI, NOCE DEL BRASILE, ecc). Possiedono caratteristiche nutrizionali diverse e complementari fra loro. La frutta secca fornisce dalle 220 calorie delle prugne alle 287 calorie delle castagne; mentre i semi oleosi ci graziano con le 598 calorie delle arachidi tostate fino ad arrivare alle gloriose 705 calorie delle noci Pecan. Ma anziché spaventarci per le calorie sarebbe meglio approfittare dell’apporto vitaminico e minerale che è notevolissimo. La frutta secca PRATICAMENTE NON CONTIENE GRASSI, ma molti zuccheri semplici utili per cominciare la giornata, per energia immediata in caso di sport, come merenda in viaggio o per una lunga giornata attiva, e persino come dolcificante a pezzetti nelle tisane. Inoltre fornisce potassio in abbondanza, alte quantità di vitamina A (soprattutto albicocche e pesche), potassio (soprattutto i fichi), fosforo, vitamine B, ferro, calcio e vitamina D. Possiede qualità emollienti ed espettoranti contro raffreddore e catarro, proprietà antianemiche e di tonico per gli anziani ed i bambini, capacità leggermente lassative.
Invece i semi oleosi contengono molti grassi MA di origine VEGETALE, quindi SENZA COLESTEROLO e ricchi di ACIDI GRASSI POLINSATURI; il loro apporto è notevole anche per proteine, fibra, potassio, magnesio, zinco, fosforo, ferro, rame, vitamine del gruppo B, vitamine D ed E, polifenoli. Sono consigliati agli astenici, per le infiammazioni urinarie e alle vie respiratorie, nelle malattie della pelle, in gravidanza e in convalescenza, nel super lavoro intellettuale.
QUINDI: pochissime quantità al giorno e mescolando le due tipologie (es. oggi tre noci e tre albicocche, domani un pugno di pinoli e tre fichi secchi) possono fornire elementi nutrizionali preziosissimi, non farci esagerare con le calorie, darci energia immediata (zuccheri) e per tutta la giornata (grassi), integrare gli apporti proteici se vogliamo diminuire il consumo di carni e prodotti animali in genere. Possiamo usarli la mattina a colazione, farci torte, aggiungerli alle insalate miste o ad un risotto (semi oleosi), usarli come dolcificanti (frutta secca).
Seguiranno ricette...

mercoledì 21 ottobre 2009

VIA LIBERA DELLA UE A NOCCIOLE TURCHE TOSSICHE

Il comitato permanente per la catena alimentare dell'UE ha dato il via libera al raddoppio dei limiti fissati per il contenuto di aflatossine tossiche nella frutta in guscio (nocciole, pistacchi, etc.) e nei prodotti derivati.
L'Ue ha infatti aumentato da 0,7 a 1,5 la concentrazione di flatossina B1 nella frutta a guscio. Si tratta di una tossina potenzialmente cancerogena presente nelle nocciole, noci, mandorle, pistacchi e altri frutti a semi oleosi. Un provvedimento, quello adottato da Bruxelles, richiesto soprattutto da americani e turchi, i cui prodotti, in particolare le mandorle Usa e alcune qualità di nocciole d'oltre Bosforo, hanno un tasso di flatossina molto più elevate di quelle italiane.
Ora sarà possibile importare in Italia grandi quantità di nocciole e mandorle extracomunitarie a tutto discapito dei nostri agricoltori. E pensare che il ministro dell' Agricoltura Luca Zaia si era impegnato a bloccare con ogni mezzo a disposizione l'innalzamento della concentrazione di flatossina. Evidentemente le lobby degli esportatori l'hanno avuta ancora una volta vinta. Lo rende noto la Coldiretti che sottolinea come il voto contrario dell'Italia non sia stato sufficiente a fermare questa preoccupante novità sul contenuto in aflatossine che sono sostanze tossiche, potenzialmente cancerogene, legate allo sviluppo di muffe sul prodotto e quindi a pratiche agronomiche non ottimali.
La Coldiretti ricorda che la Turchia è il più grande produttore mondiale di nocciole (78 per cento) e che una nocciola su tre utilizzata dall'industria italiana proviene dalla Turchia; queste importazioni hanno grossi problemi di contaminazione da aflatossine e nei primi nove mesi del 2009, ben 56 partite di nocciole provenienti da questo paese in diversi stati dell'Unione sono risultate contaminate  Il consumo di nocciole e di frutta in guscio in generale è rilevante in Italia considerato che tale prodotto è presente oltre alle note creme alla nocciola, in biscotti, wafer, merendine, barrette energetiche, muesli e yogurt che sono entrati a far parte delle abitudini alimentari degli italiani, soprattutto tra i giovani ed i bambini che oltretutto risultano quelli maggiormente esposti, in virtù anche del loro basso peso corporeo.
L'aumento dei limiti serve solo a favorire le importazioni di un prodotto di bassa qualità e sicurezza, causando un rischio per i consumatori comunitari ed grave un problema per i produttori italiani, che subiscono una concorrenza sleale da parte di Paesi dove non solo non si applicano pratiche agronomiche corrette ma si utilizzano fitofarmaci vietati in Europa.
L'Italia è il primo produttore comunitario di nocciole con 1,1 milione di quintali di prodotto coltivato su 68.000 ettari, seguita dalla Spagna. La produzione è essenzialmente concentrata in quattro regioni: la Campania, il Lazio, la Sicilia ed il Piemonte, in zone spesso difficili, collinari, a rischio dissesto idrogeologico, in cui rappresentano una importante economia.
La procedura comunitaria prevede ora il parere del Parlamento europeo su tale decisione, pertanto l'obiettivo delle forze politiche e di rappresentanza dovrebbe essere indirizzato verso una giusta sensibilizzazione degli europarlamentari, perché venga fermata una decisione pericolosa per i cittadini e negativa per le imprese comunitarie.
(fonte Coldiretti e newsfood.com)