sabato 10 dicembre 2011

Un hamburger finto a 250.000 euro

Questo il costo della prima carne artificiale prodotta in vitro da un laboratorio olandese. Sarebbe la risposta alla richiesta sempre crescente di evitare di mangiare carne dopo aver fatto soffrire e ucciso animali. "L’idea del team di scienziati olandesi guidato dal professore Mark Post, si basa sulla moltiplicazione di migliaia di cellule staminali per la formazione di tessuto muscolare, creando così la carne senza però dover usufruire degli allevamenti nè tantomeno dover mandare degli animali al macello." In pratica: "Questa speciale carne viene prodotta con le cellule staminali dei suini, alimentate da un siero proveniente dai feti dei cavalli. Da qui si formano le strisce di muscoli che in seguito vengono attaccate l’una all’altra con il velcro, per ottenere qualcosa che sia più simile alla carne, anche se di colore più pallido per l’assenza di sangue e mioglobina. Ancora non si sa, infatti, se il sapore sia come quello della carne vera, ma si sta lavorando ancora al progetto nel tentativo di perfezionarlo, anche dal punto di vista del colore stesso."
Tutto l'articolo su:
http://www.mondoecoblog.com/2011/12/02/carne-artificiale-arriva-primo-hamburger-prodotto-labor/

giovedì 8 dicembre 2011

Corzetti genovesi al pomodoro


Per corzetto o croxetto si intende una pasta prodotta sia nel genovesato che nella zona di Carloforte in Sardegna. Possono essere dischetti un pò concavi, simili ad un'orecchietta pugliese, oppure dischi più grandi e con un disegno impresso da uno stampo. Le origini dei corzetti stampati sembrano risalire al Rinascimento, quando i nobili personalizzavano la pasta con lo stemma della propria famiglia. Si trovano in un ricettario astigiano del 1600, nel quale si consiglia di siglare la pasta con una moneta da un soldo, ma l'origine sarebbe Provenzale. Da quella zona si sarebbero diffusi in particolare nel genovesato e persino a Napoli. Infatti se ne fa cenno nel "liber de Coquina" scritto nel 1300 da un anonimo presso la corte Angioina (Carlo I d'Angiò aveva sposato Beatrice di Provenza). Ancora nell'800 nel Delfinato francese erano usati come piatto natalizio. 
Nel Levante Ligure, con la parola corzetto s’intende sia lo stampo di legno che la pasta così incisa.
Gli stampi sono composti da due parti: una è un cilindro con una parte dai bordi taglienti e serve per tranciare i dischi di pasta, l’altra ha la forma di timbro. Il legno utilizzato per la costruzione degli stampi è di essenze particolari (melo, pero, acero, faggio), per evitare che il tannino o le resine, presenti in altri legnami, trasmettano alla pasta un gusto sgradevole.
Oggi i corzetti si trovano confezionati come pasta secca anche nei supermercati, nell'angolo delle tipicità regionali.
Necessitano di cottura più lunga di altre paste ma conditi col sugo di carne o di funghi ma anche senplicemente con un sugo di pomodoro (insaporito da un abbondante soffritto di cipolla e due foglie di alloro) sono buonissimi.
(foto dello stampo da: coquinaria.it; foto del piatto pronto dell'autrice)

martedì 29 novembre 2011

Arrosto di maiale all'arancia

Ingredienti: un pezzo di lonza o altro adatto, consigliato dal macellaio di fiducia, una o due arance bionde del tipo non troppo dolce, aromi, scalogno, olio extravergine.
Esecuzione: spremete le arance (la quantità dipende dalla grandezza del pezzo di carne) dopo averne tagliato via la parte superficiale della buccia, evitando la parte bianca che è un pò amara, facendone striscette. Mettere il succo in una ciotola alta e stretta insieme ad un mazzetto di sapori oppure tritati (rosmarino, salvia, erba cipollina, poco alloro) ed immergervi a marinare la carne per almeno un'ora, girandola se necessario perchè insaporisca da ogni lato. Scaldare in un tegame di coccio dell'olio e poi farvi rosolare la carne da ambo le parti; solo a questo punto mettere lo scalogno tritato o a fettine (oppure una cipolla non troppo forte) e le striscie di buccia d'arancia. Quando la cipolla è morbida bagnare con vino bianco e dopo poco aggiungere il succo della marinatura (non necessariamente tutto). Cuocere con il coperchio per almeno un'ora, rigirando ogni tanto. A metà cottura insaporire con sale o dado vegetale e se necessario (se la marinatura non fosse bastata) aggiungere acqua perchè non asciughi troppo.

Quando l'arrosto è pronto tagliarlo a fette e servirlo col sughetto, che eventualmente si può far ulteriormente restringere, e delle fette di arancia fresca appena scaldate nel sugo.

domenica 2 ottobre 2011

NOI PUFFI MANGIAM COSI'...

Riporto la ricetta dal sito de La Cucina Italiana.

Da Dolce, pasticceria di Roma in via Savoia, abbiamo scoperto questa puffosissima ricetta per Muffin blu…con tanto di berretto bianco!
Ingredienti:
Per i muffin: Farina 180 gr, Burro (morbido) 180 gr, Zucchero 200 gr, Latte 125 gr, Uova 3, Lievito ½ bustina, Vaniglia 1 cucchiaino, Bicarbonato 1 pizzico, Sale 1 pizzico.
Per la buttercream: Burro (morbido) 110gr, Zucchero a velo 350 gr, Latte 75 gr,Vaniglia ½ cucchiaino, Colorante alimentare gelatinoso o liquido, Pasta di zucchero bianca per realizzare il cappellino.
Esecuzione: iniziamo sbattendo con la frusta elettrica burro e zuccheroUna volta che l’impasto è omogeneo, iniziamo ad aggiungere le uova alternate con un cucchiaio di tutte le polveri rimaste (farina, lievito, bicarbonato e un pizzico di sale). Quando le tre uova sono terminate finiamo di versare il mix di polveri.

Sempre continuando a mixare con la frusta, aggiungiamo all’impasto la scorza di limone, un cucchiaino di vaniglia e il latte.
A questo punto l’impasto è pronto e non rimane che riempire con una sac à poche gli stampini per muffin ed infornare tutto a 180° per 20 minuti.
Mentre i nostri muffin si cuociono, possiamo preparare la buttercream. Basta mischiare in una ciotola burro e zucchero a velo e continuare a sbattere con la frusta elettrica aggiungendo la vaniglia ed il latte.
Quando abbiamo ottenuto un impasto cremoso, possiamo aggiungere il colorante alimentare, gelatinoso o liquido, finché non raggiungiamo la giusta gradazione di “blu puffo”. A questo punto, sempre con la sac à poche, decoriamo i muffin con la buttercream.
Per realizzare il berretto bianco e gli occhietti del puffo, ci servirà della pasta di zucchero bianca (o colorata con il colorante alimentare per fare le pupille). Con le mani possiamo modellare una pallina e poi lavorarla con i polpastrelli fino ad ottenere una forma simile a quella dei cappellini dei puffi.
Per gli occhi, basterà ritagliare la giusta forma dopo aver spianato la pasta di zucchero. Adesso possiamo appoggiare il berretto e gli occhi sulla buttercream…et voilà, il nostro muffin è pronto!

 

domenica 25 settembre 2011

FUNGHI CHE PASSIONE E CHE ATTENZIONE!

Possono essere deliziosi o pericolosi. Ogni anno il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico compie numerosi interventi di soccorso in aiuto dei cercatori di funghi. Ecco allora prendere corpo un progetto di prevenzione messo a punto dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - CNSAS Lombardia - da tempo impegnato in un programma rivolto ad evitare gli incidenti in montagna e in ambiente ostile. L'obiettivo di queste iniziative è far diminuire, in modo sempre più significativo, gli incidenti.
«Sostenere che l'andare a cercar funghi può essere pericoloso - si legge nell'opuscolo - è un discorso inusuale che può creare qualche perplessità. Purtroppo la perplessità passa in fretta quando si lascia ai numeri il compito di delineare ciò che accade in realtà. In Italia si registrano mediamente ogni anno, un centinaio di interventi rivolti a cercatori di funghi; di questi, una ventina circa, perdono la vita».

Proposto dal Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo, l'opuscolo è rivolto alla sicurezza di quanti si dedicano ad andar per boschi alla ricerca dei funghi. Prima di partire, anche se ci riteniamo degli esperti, una lettura dei suggerimenti può evitarci di correre rischi inutili.
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/151326_cercatori_di_funghi_troppi_morti_dal_cai_una_guida_alla_sicurezza/

 Ecco alcuni consigli diffusi dalla Asl 11, che come molte altre sono a disposizione per la prevenzione dei danni da consumo improvvisato di funghi non conosciuti:

1. I funghi riconosciuti commestibili devono essere conservati in contenitori rigidi ed aerati e in luogo fresco.
2. Non devono essere utilizzati per il consumo: gli esemplari troppo vecchi, intrisi di acqua per la pioggia o congelati per la bassa temperatura; i funghi in cui è evidente la presenza di larve, parassiti o segni di alterazione; i gambi che si presentano particolarmente tenaci e fibrosi.
3. Il consumo e le operazioni di conservazione devono avvenire nel più breve tempo possibile. Se non vengono cotti lo stesso giorno della raccolta è consigliabile pulirli senza lavarli e riporli in frigo con gambo rivolto verso l’alto. Il tempo di conservazione deve essere breve.
4. I funghi devono essere lavati interi, in acqua fredda ed asciugati prima di essere affettati e cucinati.
5. Tutti i funghi freschi, tranne rarissimi casi, devono essere consumati previa adeguata cottura.
6. Consumare crude le pochissime specie consigliabili ed in piccole quantità solo se perfettamente conservate, freschissime e giovani.
7. Talune specie prima di essere cotte hanno bisogno di una prebollitura. L’acqua della bollitura deve essere gettata.
8. I funghi vanno utilizzati in piccole quantità.
9. Si sconsiglia di consumare funghi alle donne in gravidanza o in allattamento, ai bambini (per la difficile digeribilità), agli anziani debilitati, alle persone con particolari intolleranze o disturbi gastrointestinali, epatici e renali.
10. Consumare funghi in quantità ragionevoli senza eccedere nell’uso di grassi per condimento
http://www.prontoconsumatore.it/index.php/notizie-ed-approfondimenti/1/31739-raccolta-funghi-in-sicurezza-dalla-asl11-uno-sportello-gratuito-e-tanti-consigli.html

Immissione in commercio

L'immissione in commercio dei funghi epigei (di superfice) spontanei è soggetta a condizioni diverse a seconda se si tratti di funghi freschi, secchi e altrimenti conservati (congelati, surgelati, preparati sott'olio, sott'aceto, in salamoia) ed è descritta dal DPR 376/1995.
In generale per l'esercizio dell'attività di vendita, lavorazione, conservazione e confezionamento dei funghi è richiesta l'autorizzazione sanitaria prevista dalle norme generali vigenti.
Funghi freschi
Le specie fungine fresche spontanee e coltivate che possono essere messe in commercio sul territorio nazionale sono quelle riportate in una lista positiva, (art. 4 DPR 376/95, Ordinanza ministeriale 3 aprile 2002 e Ordinanza ministeriale 20 agosto 2002).
Le Regioni e Province autonome possono integrare la lista con altre specie commestibili riconosciute idonee alla commercializzazione in ambito locale, che vengono riportate in specifici elenchi.
E' consentita la commercializzazione di altre specie di funghi provenienti da altri Paesi, purché riconosciute commestibili dalla competente autorità del Paese di origine.
La vendita dei funghi freschi spontanei è soggetta, inoltre, ad autorizzazione comunale dell'esercente, riconosciuto idoneo alla identificazione delle specie fungine.
Il prodotto fresco in vendita deve essere obbligatoriamente sottoposto al controllo sanitario da parte dell'ispettorato micologico dell'ASL competente e quindi certificato.
Funghi secchi e conservati
Possono essere messi in commercio i funghi secchi (tasso di umidità non superiore a 12%+2% m/m) e i funghi conservati sott'olio, sott'aceto, in salamoia, congelati, surgelati o altrimenti preparati, elencati nel DPR 376/95.
A quelle previste si possono aggiungere specie importate, provenienti da altri Paesi, purché legalmente commercializzate nei Paesi di provenienza.
I funghi secchi sono venduti in confezioni chiuse, fatta eccezione per i soli funghi "porcini ", ed è obbligatoria l'osservanza da parte del confezionatore delle norme di carattere generale per l'etichettatura, nonché di quelle specifiche, previste dal DPR 376/95
http://www.salute.gov.it/sicurezzaAlimentare/paginaMenuSicurezzaAlimentare.jsp?menu=funghi&lingua=italiano
 Ed infine i tipi di funghi più diffusi su: http://www.veterinariaalimenti.marche.it/home.asp?cerca=si&categoria=228
L'atlante dei funghi su: http://www.agraria.org/funghi.htm
con consigli: http://natura.provincia.cuneo.it/funghi/
fotografati nel loro ambiente su: http://www.funghiepaesaggi.net/

domenica 18 settembre 2011

FAGIOLINI PICCANTINI

Tritare un pò di cipolla bianca e farla ammorbidire in padella nell'olio extravergine.
Aggiungere i fagiolini (cornetti) già sbollentati precedentemente in acqua salata e del peperoncino sbriciolato o tritato.
Far insaporire velocemente e poi aggiungere del pomodoro fresco oppure della polpa di pomodoro in scatola.
Aggiunstare di sale e terminare la cottura.