domenica 5 febbraio 2012

Impanatura profumata

Quando impanate una fetta di carne (o pollo o tacchino) aggiungete una piccola quantità di erbe aromatiche fresche o secche tritate al pangrattato e procedete poi al vostro solito modo. Ne risulterà una crosticina con un tocco in più. La scelta delle erbe sta a ciascuno a seconda dei gusti. Può essere solo prezzemolo o erba cipollina per il pesce fino ad un misto più corposo (con rosmarino e salvia) che comprenda tante erbette aromatiche per le altre carni.
Nella foto un'idea delle proporzioni tra pangrattato ed erbe aromatiche, in questo caso secche, quindi con aroma più forte rispetto a quelle fresche.

sabato 28 gennaio 2012

Ragù vegetariano per la polenta

Scaldare in una padella dell'olio extravergine e farci appassire della cipolla tagliata sottile. Aggiungere poi un trito di prezzemolo, pinoli e noci; poco dopo mettere dei funghi secchi, precedentemente ammollati in acqua e strizzati, anch'essi tritati ma grossolanamente. Aggiungere una o due foglie di alloro intere e cuocere qualche minuto. Sfumare con un pò di vino rosso e versare poi della polpa di pomodoro, o dei pelati, salare e cuocere facendo restringere. La polenta - ma pure le tagliatelle - ringrazierà.
(nella seconda foto il preparato prima dell'aggiunta del pomodoro)

domenica 22 gennaio 2012

Torta (o panettone) budinosa

Anni fa si usava, la domenica, fare sia il budino con le uova che la torta (tipo pandispagna o simile) e poi mangiarli insieme. Avendo, a metà gennaio, ancora un panettone -tra l'altro fatto in casa, quindi sudato per la lavorazione - ho pensato di unirlo come un tempo al budino. Esistono moltissime ricette per il riutilizzo del panettone e io stessa ho preparato spesso il budino con le uova che affoga i pezzi di panettone. In questo caso però ho voluto sbrigarmi prima, usando il budino "dei pacchetti" come lo si chiama amichevolmente.
Perciò: ho messo in una piccola teglia delle fette di panettone; ho preparato il budino come da istruzioni (in questo caso ho usato due bustine di creme caramel e quindi un litro di latte). Ho versato il budino caldo sul panettone e ho aspettato qualche minuto. Poichè il dolce, in questo caso era un pandolce genovese presentava una consistenza maggiore del panettone milanese, quindi tendeva a galleggiare. Nei minuti seguenti perciò ogni tanto lo abbassavo col cucchiaio per affondare un pò di più le fette. Ho poi messo in frigo per il tempo necessario a far solidificare il budino e l'ho poi servito a pezzi, cosparsi di caramello. Certo non è bellissimo a vedersi ma sul sapore posso garantire.

Ovviamente questo stesso prodotto può essere confezionato con una torta, anzichè il panettone, e con il budino al cioccolato oppure la panna cotta.

giovedì 19 gennaio 2012

Non lo fò per piacer mio...

Pure i cardinali devono essere in forma? La paranoia dell'estetica coinvolge ormai anche gli alti prelati? Forse bisogna rendersi presentabili anche davanti al Giudizio divino, magari ci scappa una pena meno grave...Timothy Dolan, arcivescovo di New York, si affida a un medico “guru” per perdere peso. “Non lo faccio perché nominato cardinale, ma per servire meglio il Signore”e ancora: «La dieta è legata alla virtù biblica della parsimonia, è un prenderci cura dei doni che il Signore ci ha fatto. In questo caso si tratta del mio corpo e della mia salute, un modo per poter servire meglio Lui e il prossimo». Parola del Papa made in Usa.
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http://vaticaninsider.lastampa.it

venerdì 6 gennaio 2012

Oro incenso e mirra (di Fabio Firenzuoli)


Sono tre doni dal significato simbolico (oro per la regalità del Bambino nato; incenso a ricordare la sua divinità; mirra, usata per la mummificazione, per parlarci del sacrificio e della morte dell’uomo Gesù), ma sono anche tre rimedi medicamentosi.

INCENSO - L’incenso, conosciuto soprattutto per il suo uso durante le cerimonie religiose e funebri, viene estratto dalla Boswellia, pianta dell'antica medicina ayurvedica. Diverse ricerche (fondamentale quella di Edzard Ernst, pubblicata sul British Medical Journal nel 2008) ci hanno confermato la presenza in questa resina di numerose sostanze chimiche dotate di attività antinfiammatoria.
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http://www.corriere.it/salute/12_gennaio_05/oro-incenso-mirra-fitoterapia_e302287e-28a4-11e1-b2e0-62df0bde9a01.shtml

mercoledì 28 dicembre 2011

Risotto alla melagrana

Impostare il risotto come sempre, facendo appassire la cipolla (io uso lo scalogno o quella bianca) nell'olio extravergine d'oliva e poi tostare il riso, quello adatto ai risotti che tenga bene la cottura. Si sfuma col vino bianco, in questo caso anche uno spumante secco sarebbe ideale. Sempre mescolando perchè non attacchi si aggiunge poi il succo di almeno una melagrana, che è stata spremuta con lo spremiagrumi come fosse un'arancia. Si continua la cottura come al solito, ovvero con brodo vegetale e non di carne. Quando il riso è cotto si spegne il fuoco e si può aggiungere una noce di burro e lasciar riposare pochissimi minuti coperto, in modo che si mantechi ma non si raffreddi. Poco prima di servire si aggiungono i chicchi di una seconda melagrana, che si era sgranata in precedenza perchè è lavoro delicato e i chicchi devono essere ripuliti della parte bianca che eventualmente resta attaccata ad essi. In questo modo i chicchi restano del colore più simile a quello originario e non diventano grigi e molli.
(foto da: nanopress.it)

martedì 27 dicembre 2011

La magia dei chicchi

Quest'anno più che mai dovremmo fare come nel Medioevo: mangiare tanti chicchi a Capodanno, sperando portino soldi e benessere. Ma perchè i chicchi? Immaginate di vivere in un mondo regolato dalle stagioni e dalla natura, come appunto succedeva in secoli in cui non esisteva la tecnologia della conservazione e della produzione e neppure i mezzi di trasporto veloci che ci sono oggi. Si poteva far affidamento solo sui prodotti locali e poco più. Solamente i ricchi (ed erano numericamente pochi) potevano permettersi certi prodotti e pure quelli provenienti da lontano. Dai chicchi nascono le piante. Quindi possedere dei chicchi in questo periodo significava: essere stato un buon contadino e averne prodotto a sufficienza da vendere e mangiarne durante l'inverno; e averne da seminare per il prossimo raccolto, in primavera o estate a seconda del prodotto. Insomma era garanzia di prosperità e 
 cibo per la famiglia. Ecco perchè per tradizione i chicchi portano bene. Allora per questo Capodanno prepariamoci un menù tutto a base di chicchi!

Una insalata in cui metteremo anche il mais 
Il formaggio con le noci
Il lardo a fettine sottili servito con le nocciole sminuzzate sopra
Il risotto col melograno (due volte chicchi!)
Lenticchie, ma anche fagioli o ceci o piselli
L'arrosto di maiale con l'uva
L'aspic ai frutti di bosco
Un dolce con l'uvetta e i pinoli